L'invito di Marcello Sgattoni

L'invito di Marcello Sgattoni "Chiedo anzitutto scusa per avervi costretti a salire su questa impervia collina, ma in me c'è la speranza che nel discenderne sarete diversi da come eravate prima di venirmi a trovare. La vostra presenza da un senso a questo lavoro poichè le cose che siete stati invitati a percepire vi appartenevano prima che io le trasformassi e quindi voi siete i protagonisti di questo giorno e del suo sublimarsi in un silenzioso commosso abbraccio.
Senza di voi non ci sarebbe alcuna ragione al nostro impegno.
Qui nascono e vivono le mie cose.
Io non credo alla morte e la mia immortalità sta in ciò che mi trasmette la natura, nel suo perpetuarsi e nel rendermi possibile attendere alla sua quotidiana trasformazione, sia che sollevi la zappa per rompere le zolle, sia che afferri lo scalpello per incidere la pietra.
Mi hanno chiesto perchè anzichè definire opere i miei lavori li chiamo semplicemente "cose".
E' perchè ritengo non essere tra quei pochissimi che nascono in ogni secolo ad illuminare il mondo dell'arte aprendo nuovi sentieri nel pensiero umano.
Io non sono pervaso dal genio, nè sono cresciuto alla scuola dei letterati.
Non vado alla ricerca dell'uomo con la lanterna, ma sono in molti a cercarmi, benchè non entri nei flussi della grande comunicazione mediatica che mi spaventano.
Sono forse un contadino, che ama fare la conoscenza delle carte di Dio: terre, pietre, alberi, per capire l'essenza del loro esistere e confidarne i segreti a chiunque voglia farne tesoro. Le pietre sono state testimoni dei tempi della Genesi e dell'evoluzione della vita sul nostro pianeta, ne conservano i segni come ferite, talvolta come scintille. Per milioni di anni hanno visto il nostro nascere e il nostro allontanarci per sempre.
Dall'utero alla tomba del vivere terreno continueranno a restare fedeli al loro ruolo di compagne silenziose ed a trasmettere, oltre la loro storia, ciò che daremo loro.
Non dobbiamo guardare questa pietraia con desiderio di possesso, ma con ammirazione e rispetto, entrare nel cuore di ogni pietra per capire cos'è l'arte, essendo la nostra intelligenza limitata nella comprensione del mondo in cui viviamo.
Nel frattempo continuerò a sbucciare questa collina ed a farvi partecipi delle tante scoperte, dei suoi dolci frutti intrisi d'amore"


Marcello Sgattoni


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