In Trasparenza

In Trasparenza Il progetto culturale, che la Fondazione Pietraia dei Poeti propone quest'anno, è denso di suggestioni, di stimoli non casuali, ma legati ad una occasione di confronto di sensibilità
diverse. Gli attori di questa perfomance sono Yasue Akiyama e Ondina Miritello, rappresentanti di coordinate di ricerca molto differenziate tra loro, a testimoniare l'estrema vitalità ed inventiva dell'arte contemporanea.
Il dato comune ad entrambe è quello di un attività artistica in cui è presente l'archiviazione del medium tecnologico e la capacità di sconfinare tra differenti forme d'arte con diversi mezzi
espressivi, in cui sono centrali la manualità, il corpo, il gesto.

Le opere in mostra:
Yasue Akiyama
Ondina Miritello
Scarica il catalogo: in trasparenza


Yasue Akiyama giapponese, ma ormai italiana d'adozione, nel suo linguaggio plastico figurativo recupera aspetti della pop art e criteri ludici e casuali del surrealismo, aperto ad una ricerca che supera l'elemento naturale e permette di trasfigurare l'opera attraverso il sentimento e la poesia. Le sue opere tracciano ed esprimono l'indole dinamica e fantasiosa e la continua ricerca di forme nuove. L'artista si è ritagliata spazio nel campo della ricerca plastico figurativa grazie ad una serie di oggetti immersi nella resina. Allo stesso modo si può riconoscere un processo di smaterializzazione della materia per sciogliersi in luce. Le sculture è come se fossero sempre all'aria aperta ed indicano l'autorità con cui le opere s'impongono allo spazio circostante. Anche restando confinate in dimensioni ridotte il loro rapporto di grandezza è monumentale, è pertanto solo un discorso di proporzioni. Le sue superfici sono sensibilissime e ricche di spunti plastici risolti come poesia e non come calcoli anatomici, un sogno ad occhi aperti. Di fatto la scultura di Akyama organizza un mondo brulicante di personaggi che costringono l'osservatore ad un incontro ravvicinato con le singole figure, sensitivo ed emozionale, nel tentativo di rendere il pubblico complice delle sue azioni. Ed è così che la pratica installativa della scultrice fa ricorso ad una sorta micronarratività evocativa, che coinvolge memoria ed affetti.

La produzione di Ondina Miritello oscilla tra pittura e scultura su vetro. L'artista usa materiali e forme apparentemente inconciliabili, tra confini di ricerca plastica di un attività indipendente, in un universo di elementi inutilizzabili, trasformati dal mondo delle cose. “Pitture-Sculture” realizzate con la tecnica dell'assemblaggio di pezzi in ferro, vetro, specchi, plastica. Un'esperienza di arte scultorea libera dagli schemi della geometria pura o della figurazione, che l'ha portata ad una affermazione di vita colta sul nascere, una regressione nell'originario attraverso gli scarti. Dalle strutture geometricamente definite di memoria costruttivista emergono giochi di luce e colore di materiali plastici e vetrosi, nel chiaro intento di contaminare non solo i linguaggi pittorico e scultoreo, ma anche realtà materiche cromatiche e strutturali solitamente distanti.
Le strutture segnano il limite entro cui si dispiega la visione e lo spazio chiuso della scultura diventa un palcoscenico dove si ammirano le forme e le luci, la materia e il colore. Si apre
così il sipario sullo spazio dell'immaginazione, coinvolgendo una dimensione evocativa e surreale. Di certo tali contaminazioni producono reazioni emozionali. Anche nella pittura l'artista presenta un suo particolare stile connotato da una spazialità infinita limitata da punti luce, che seguono con la loro presenza la traiettoria di chi guarda. Ma la pittura si amplia in
strutture e segni con effetti di infinite variabili. Una giustapposizione di pennellate orizzontali e di linee curve, che creando flussi suggeriscono l'idea del movimento dello spazio infinito
o delle acque. Il colore esprime l'intensità luminosa mediante la scorporazione della luce; il che accresce la percezione del fluire dello spazio e dei liquidi. Una tavolozza di colori evocatori e non naturalistici per raccontare della continuità e della rotondità dello spazio, della profondità e del mistero di amare, di vivere e di morire.
In conclusione le sculture, i dipinti e le installazioni di questa mostra esprimono un rapporto complesso e poetico con il reale.
Due ricerche differenti che si svolgono in direzioni diverse, che rivelano non certo debolezza, ma forza intrinseca. Un indagare nel mondo dell'arte con un'infinità di orientamenti
personali, di rivendicazioni individuali, non qualunquiste.

Le opere in mostra:
Yasue Akiyama
Ondina Miritello
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